skip to Main Content
Change Region:
Consigli Di Lettura, “Neuroscienze Approfondite: Dehaene”
"Trittico" di Stanislas Dehaene

Consigli di lettura, “Neuroscienze approfondite: Dehaene”

Ferruccio Fiordispini

Country Manager Emergenetics®, HR Organizational Development, Training & Coaching, Recruiting & Performance Solutions

Con questa terza recensione, scritta per aiutarvi a capire come le attuali neuroscienze descrivono il funzionamento del cervello, voglio suggerire un autore eccellente, il neuroscienziato francese Stanislas Dehaene, matematico di formazione, poi specializzatosi in psicologia cognitiva e infine diventato uno dei più autorevoli neuroscienziati europei.

In particolare, vi suggerisco il suo magnifico trittico di libri:

“Coscienza e cervello”“I neuroni della lettura” “Il pallino della matematica”

Sono libri intensi, che richiedono una certa attenzione, ma sempre assai chiari e comprensibili.

In “Coscienza e cervello” Dehaene analizza quello che io amo definire il “pensiero convergente”, ossia il pensiero cosciente.

Per chi vuole avere un minimo di contezza su come funziona il cervello umano, capire come il pensiero convergente si sviluppa e si struttura è fondamentale.

Dehaene ci spiega come e quando appare il pensiero cosciente: l’informazione percepita coscientemente viene distribuita globalmente su gran parte della corteccia cerebrale per un tempo prolungato.

L’autore, in proposito, usa la brillante metafora di “valanga” neuronale.

Per questo, come noto, non soltanto noi percepiamo consciamente solo una minuscola percentuale dei segnali sensoriali che ci bombardano, ma quando lo facciamo, ciò avviene con un ritardo di almeno un terzo di secondo.

La “valanga” richiede un effetto di accumulo e concentrazione delle risorse e impiega tempo per dispiegarsi.

Una volta che ha prodotto i suoi effetti, il cervello comprende “consapevolmente” il significato di ciò che ha percepito.

La coscienza è perciò condivisione ad ampio raggio dell’informazione nel cervello (in quello che Dehaene chiama lo “spazio di lavoro globale”).

Il cervello umano ha sviluppato efficienti reti a lunga distanza, in particolare nella corteccia prefrontale, per selezionare l’informazione rilevante e disseminarla attraverso le sue strutture.

In “I neuroni della lettura”, Dehaene ci spiega che il cervello umano non si è sviluppato con una naturale predisposizione alla lettura (la scrittura è comparsa solo seimila anni fa, e l’analfabetismo ha caratterizzato la stragrande maggioranza della popolazione sino a pochi decenni fa).

Ma il cervello si è in qualche modo adattato alla scrittura e alla lettura. Grazie al cosiddetto “riciclaggio neuronale”.

Secondo questa teoria, l’architettura del nostro cervello è retta da forti vincoli genetici.

Tuttavia, i circuiti della nostra corteccia visiva possiedono un certo margine di adattamento all’ambiente, nella misura in cui sono dotati di plasticità e di predisposizione all’apprendimento neuronale.

Gli stessi neuroni, predisposti geneticamente alla comprensione della forma e ai dettagli dei volti, possono anche modificare le proprie attitudini di selettività per rispondere a oggetti artificiali, forme frattali o anche lettere.

Questo spiega perché qualsiasi bambino, anche discendente da un’intera linea di analfabeti, possa tranquillamente imparare a leggere e scrivere, magari diventando il miglior scrittore vivente.

In altri terminiil riciclaggio neuronale e la plasticità neuronale consentono al nostro cervello di adattarsi in modo stupefacente alle condizioni ambientali, ma non di superare limiti fisiologici dati dall’architettura dei circuiti neuronali stessi.

A quel punto sono i simboli grafici che costituiscono le lettere che si adattano alle caratteristiche del nostro cervello, e non viceversa.

Evidentemente, si tratta di un libro assolutamente interessante per chi si occupa di psicologia cognitiva e dell’apprendimento, ma anche per chi si occupa di linguistica e in generale di letteratura; e per gli insegnanti tutti, in particolare coloro che hanno a che fare con allievi dislessici.

Analogamente, “Il pallino della matematica”, è assai interessante per chiunque ami la matematica: capire come la mente umana funziona nel momento in cui effettua calcoli e pensa in maniera computazionale è importante.

Anche in questo caso Dehaene applica la teoria del riciclaggio neuronale, e ci dimostra che il cervello umano, già naturalmente predisposto a computazioni elementari (abilità peraltro presente in molti animali), si è saputo adattare all’interpretazione dei simboli numerici, e ha quindi sviluppato la capacità di effettuare calcoli complessi.

A quel punto sono i simboli grafici che costituiscono i numeri che si adattano alle caratteristiche del nostro cervello, e non viceversa.

Il fascino della lettura di questo genere di libri sta nel fatto che, come dichiara mirabilmente lo stesso Dehaene, la ricchezza dell’elaborazione dell’informazione fornita da una rete evoluta di circa 90 miliardi di neuroni cerebrali (di cui 16 miliardi di neuroni corticali) va oltre la nostra immaginazione.

I nostri stati neuronali fluttuano incessantemente in una maniera parzialmente autonoma, creando un mondo interno di pensieri personali, e anche quando sono posti a confronto con identici input sensoriali, essi reagiscono differentemente, secondo il nostro umore, i nostri obiettivi e i nostri ricordi.

Anche se tutti noi condividiamo lo stesso complessivo inventario di neuroni che codificano per il colore, la forma o il movimento, la loro organizzazione dettagliata trae origine da un lungo processo di sviluppo che scolpisce in maniera differente il cervello di ciascuno di noi, selezionando continuamente ed eliminando sinapsi per creare personalità uniche.

Il codice neuronale che deriva da questo incrocio di regole genetiche, esperienze trascorse e incontri casuali, quello che io chiamo Emergenetics, è unico per ogni momento e per ogni singola persona.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back To Top
×Close search
Ricerca